Viviamo in un’epoca che celebra i dati, le misurazioni e le certezze scientifiche. Ma cosa accade se ci fermiamo a riflettere su ciò che non possiamo misurare? Questa tesina nasce da un dialogo tra un essere umano e un’intelligenza artificiale (ChatGPT), per esplorare insieme i limiti della percezione, i paradossi della conoscenza, il bisogno (spirituale e biologico) di speculare sull’inconoscibile.
Una riflessione libera, filosofica e un po’ provocatoria su ciò che chiamiamo “realtà”, sulla scienza che a volte diventa dogma, e sulla possibilità che il reale più profondo non sia ciò che possiamo toccare… ma ciò che possiamo solo intuire.






